Tutti gli articoli di Valsangone

LIBERA AL XXV SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO

In occasione del XXV Salone del Libro a Torino, LIBERA ha organizzato una serie di incontri con personaggi che in qualche modo lavorano o hanno lavorato per la legalità e combattuto contro ogni forma di ingiustizia.

salone-del-libro-2015

Eccovi il programma:

ARCIPELAGO. MAFIE, ECONOMIA, IMPRESA.
PRESENTAZIONE DELLA COLLANA CURATA DA TANO GRASSO

Giovedì 14 maggio, ore 14.00 presso il Caffè letterario

Partecipanti: Enzo Ciconte, Maurizio De Lucia, Santi Giuffrè, Tano Grasso ed Ivan Lo Bello.

PIO LA TORRE, MIO PADRE. INCONTRO CON FRANCO LA TORRE IN OCCASIONE DELL’USCITA DI “SULLE GINOCCHIA”.

Venerdì 15 maggio, ore 13.00 presso lo Spazio Autori

Partecipanti: Gian Carlo Caselli, Nando Dalla Chiesa, Franco La Torre e Diego Novelli.

 

IL CORAGGIO COME VIRTÙ CIVILE.
INCONTRO CON UMBERTO AMBROSOLI IN OCCASIONE DELLA PUBBLICAZIONE DI “CORAGGIO”.

Venerdì 15 maggio, ore 15.00 presso la Sala Azzurra

Partecipanti: Umberto Ambrosoli, Massimo Giannini e Giovanni Tizin.

 

INCONTRO CON RAFFAELE CANTONE
IN OCCASIONE DELLA PUBBLICAZIONE DE “IL MALE ITALIANO”

Venerdì 15 maggio, ore 16.00 presso la Sala Gialla

Partecipanti: Raffaele Cantone, Gianluca Di Feo e Paolo Mieli.

 

INCONTRO CON MARGHERITA ASTA E MICHELA GARGIULO
IN OCCASIONE DELL’USCITA DEL LORO LIBRO “SOLA CON TE IN UN FUTURO APRILE”

Sabato 16 maggio, ore 15.00 presso lo Spazio Autori

Partecipanti: Margherita Asta e Michela Gargiulio

MAFIA CAPITALE. LE MANI DEL MALAFFARE SULLE CITTÀ.
PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI LIRIO ABBATE E MARCO LILLO: “I RE DI ROMA”

Domenica 17 maggio, ore 11.00 presso l’Auditorium

Partecipanti: Lirio Abbate, Marco Lillo, Marcelle Padovani, Pif e Walter Siti.

Continua la lettura di LIBERA AL XXV SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO

21 MARZO 2015: PARTE IL CORTEO DI LIBERA A BOLOGNA

 

BOLOGNA

GRASSO

A Bologna sono decine e decine di migliaia, un lungo corteo – quattro km di distanza dalla testa alla coda – da metà di via Andrea Costa,in zona stadio, fino a piazza Maggiore e poi piazza VIII agosto, per la Giornata contro le mafie. L’associazione Libera stima una partecipazione di 200mila persone (“Il 21 marzo più partecipato”, commenta il coordinatore regionale di Libera Daniele Borghi), una cifra assolutamente attendibile.

11051886_10204023386447305_8661494096813311736_n 11081180_10204908441483872_2227180905122933746_n11066090_10204908444563949_5544060223090031526_n  11082611_10204908443483922_8420882444650542896_n 095127324-5e56fc82-4f2c-4400-a5db-cfc6f806739b AVVISO PUBBLICO   PARENTI
In testa i famigliari delle vittime della mafia, dietro Libera Emilia-Romagna, poi gli studenti e i giovani, da tutta la provincia ma anche dalla Calabria e dalla Sicilia, da Mestre, da Savona, scout laici e cattolici con bandiere e zaini, intere classi delle medie e delle superiori, accompagnate dalle insegnanti, persino dalla Sardegna. Per arrivare in piazza Maggiore c’è voluta più di un’ora, due ore per piazza VIII agosto: ad accogliere lì don Luigi Ciotti centinaia di bambini delle scuole, e semplici cittadini, che lo salutano con un “Grazie don Luigi”. Il presidente del Senato Pietro Grasso arriva e abbraccia i parenti delle vittime; in particolare il padre di un agente ucciso nel 1989, Antonino Agostino: Vincenzo, sempre presente alle manifestazioni di Libera, ha 86 anni e una lunga barba, che, ribadisce, si taglierà solo quando avrà giustizia per il figlio. In piazza VIII agosto, piena all’inverosimile, in un silenzio surreale, mentre la gente è con gli occhi chiusi, inizia la lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie, delle stragi e del terrorismo, mentre ancora in migliaia scorrono in via Indipendenza. Dal palco di piazza VIII agosto prende la parola, a nome di tutti i famigliari colpiti da un lutto per mano della mafia, Margherita Asta, che ha perso la madre e i fratelli nella strage di Pizzolungo: “Questa piazza chiede un salto di qualità alla politica. Ogni giorno sia il 21 marzo”.

PACE

Don Luigi Ciotti è arrivato allo Stadio verso le 9, dopo che i pullman avevano portato i parenti delle vittime, seicento, che con dignità alzano i cartelli, portano le foto dei loro cari, in silenzio chiedono giustizia e verità. “Non è più possibile andare avanti così, con mezze leggi o leggi di compromesso. Su corruzione e falso in bilancio occorrono leggi più determinate: corruzione e mafia sono due facce della stessa medaglia, lo dicono qui migliaia di giovani. Siamo qui – prosegue don Ciotti – non per commemorare ma per graffiare dentro le coscienze di tutti”. Dal palco di piazza VIII agosto, indirizzato ai politici: “Introducete il reddito di cittadinanza, cancellate il vitalizio ai deputati e senatori condannati in via definitiva per mafia e corruzione”, e avverte: “Libera è libera, nessuno la strumentalizzi o la usi, ma sia ben chiaro che ogni lotta per la giustizia sociale ci vedrà al fianco di chi ci mette la faccia”.

10003954_10204908442123888_8476693748163272733_n

Le uniche bandiere sono quelle di Libera, sventolate o portate addosso come scialli. Gli scout portano uno striscione arcobaleno della pace, lungo dieci metri. Viali bloccati, i pullman parcheggiati ai lati, corrono i ragazzi delle scuole. Dalle finestre la gente lancia fiori e petali sul corteo, saluta e applaude. “Oggi Bologna è la capitale dell’antimafia, ma è anche la capitale di un no deciso alla criminalità organizzata e alla corruzione”, commenta il sindacoVirginio Merola. “Oggi deve essere un momento di svolta nella vita civile del nostro paese”. Stefano Bonaccini, governatore della Regione, abbraccia il popolo di Libera: “Questa è la nostra regione, una terra che in questi giorni apre le braccia per accogliere un popolo che, come dice il carissimo don Luigi Ciotti, con la sua partecipazione vuole dire con chiarezza da che parte sta. “C’è un pezzo rilevante dell’Italia che scommette sull’onestà, sulla legalità e la voglia di dire che c’è un paese che sa reagire”. Per Romano Prodi è “una bella giornata, spero per tutta l’Italia, non solo per Bologna. Spero che aiuti le coscienze perché la lotta alla mafia va fatta tutti i giorni. E’ uno dei cortei più belli visti a Bologna”.

di ELEONORA CAPELLI e ILARIA VENTURI

(La Repubblica )

GIAVENO, LETTURA DEI NOMI DELLE VITTIME INNOCENTI DI MAFIA

La manifestazione in ricordo delle vittime innocenti di mafia preparata con il patrocinio del Comune e con il coinvolgimento delle scuole ha avuto un buon successo di partecipazione. Di questo siamo contenti augurandoci sempre più una sentita partecipazione e condivisione dei principi di solidarietà  di  LIBERA, affinchè LA VERITA’ ILLUMINI LA GIUSTIZIA.

Vi riportiamo alcune foto:

11060030_788567737906725_1156159914441022599_o

10911345_788574107906088_5792889155847539452_o

2015-03-20 10.54.30

La piazza è pronta, i ragazzi arrivano

2015-03-20 11.15.16

Si inizia con un minuto di silenzio per le vittime dell’attentato di Tunisi

2015-03-20 11.00.16

2015-03-20 11.15.55

2015-03-20 11.24.22

Continua la lettura di GIAVENO, LETTURA DEI NOMI DELLE VITTIME INNOCENTI DI MAFIA

VERSO IL 21 MARZO A GIAVENO: “La verità illumina la giustizia.”

avvisopubblico_libera_21marzo2015_banner

“La verità illumina la giustizia” questo è lo slogan scelto per la XX giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia, promossa da Libera, che quest’anno ha scelto la città di Bologna per ospitare questo importante incontro annuale.

La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie: più di 900 nomi di vittime innocenti, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

Oltre che le vittime innocenti delle mafie, quest’anno verranno ricordate, in accordo con le associazioni dei famigliari , le vittime della strage del 2 agosto della Stazione di Bologna e le vittime della strage di Ustica, per le quali ricorre il 35esimo anniversario. 

Anche i presidi “Silvia Ruotolo” della Bassa Val di Susa e “Don Pino Puglisi” della Val Sangone si sono preparati  a celebrare questo importante momento, organizzando eventi pubblici e incontrando i ragazzi delle scuole del territorio, con lo scopo di favorire la nascita di  una cultura che rifiuti le scorciatoie e i compromessi ma si adoperi per la ricerca della verità : festeggiare il 21 marzo, infatti, non deve trasformarsi in una vetrina per chi vi aderisce, ma deve essere l’occasione per ribadire un impegno che si concretizza tutti i giorni nelle azioni che si mettono in campo come semplici cittadini e ancora di più in veste di amministratori e politici.

Don Luigi Ciotti esprime molto bene questo concetto invitandoci a riflettere sul fatto che “abbiamo il dovere di riconoscere un’ingombrante e scomoda verità e cioè che le mafie sono presenti perché glielo abbiamo permesso. La mafia è così pericolosa anche per il nostro parlare a vuoto, il nostro promettere e non fare, il nostro immobilismo. La prima mafia da eliminare, è la mafia delle parole”

Le vittime innocenti di mafia hanno pagato con la loro vita il coraggio della testimonianza e della coerenza, non limitandosi a promettere e a parlare a vuoto e soprattutto non restando immobili.

Ecco perchè la lettura dei loro nomi non deve limitarsi ad uno sterile esercizio di memoria: ricordarli significa assumersi pubblicamente l’impegno di seguirne l’esempio, ognuno per quello che può, significa non dimenticare che dietro questi nomi ci sono sofferenze che continuano ancora oggi, come di nuovo ci ricorda Luigi Ciotti: “Non si devono dimenticare i “morti vivi” della mafia, coloro che vivono senza sapere la verità, come i familiari delle vittime, coloro che hanno assistito alle stragi, portando con sé un ricordo e una sofferenza incancellabili, coloro che sono privati della propria libertà perché testimoni di giustizia. Rispetto a un tempo le mafie uccidono di meno, lasciano meno morti sulle strade. Non per sopraggiunti scrupoli morali, ma perché hanno capito che la violenza nuda e cruda è meno efficace dell’utilizzo di altri canali. Sono diminuiti i morti ammazzati, sono aumentati i “morti vivi”.

Per permettere a chi lo desidera di partecipare alla manifestazione di Bologna, i presidi “Silvia Ruotolo” e “Don Pino Puglisi” anticiperanno la celebrazione a venerdì 20 marzo:  a Buttigliera alle ore 17 in via Reano 3 davanti al Municipio, la lettura dei nomi avverrà in collaborazione con le scuole;; a Giaveno alle ore 11 in Piazza S. Lorenzo la manifestazione si svolgerà con il patrocinio del Comune e in collaborazione con le scuole locali.

Impegnarsi per arrivare alla verità che illumina la giustizia è l’invito che Libera rivolge a tutti per non vivere il proprio tempo con rassegnazione ma come attori impegnati in prima fila nella difesa della legalità.

 

Torino, Giornata Regionale della Memoria e dell’Impegno

Venderdì 20 marzo alle 9:30
Ritrovo in Piazza Vittorio Veneto

Il 21 marzo 2015 sarà BOLOGNA ad ospitare la XX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie. “La verità illumina la giustizia“, questo lo slogan scelto per la ventesima edizione di questa giornata.

Il Piemonte sarà presente ed ha inoltre deciso di commemorare questa giornata a livello regionale. Il 20 Marzo, infatti, Torino ospiterà questo importante evento. Ci troveremo in piazza Vittorio Veneto alle 9,30, percorreremo via Po e raggiungeremo piazza Carignano dove leggeremo gli oltre 900 nomi delle vittime innocenti delle mafie e faremo il punto della lotta alle mafie nella nostra Regione. Con noi ci saranno i rappresentanti istituzionali di Regione Piemonte e città di Torino.

Invitiamo tutti i cittadini a partecipare e costruire una lampadina di carta sulla quale scrivere il proprio ideale di giustizia, da condividere con tutti i partecipanti

Per informazioni:
contattare la segreteria di Libera Piemonte (Elena Lumetta o Francesca Rubino)

Tel. 0113841081

E-mail: [email protected]

MANIFESTO ANTIMAFIA

Stupendo pomeriggio di formazione ieri alla Certosa 1515 ad Avigliana.

Con gli amici dei presidi Bassa Val Susa, Val Sangone , Beinasco e Biella, si è “scavato ” e DIGERITO il libro di Nando Della Chiesa “MANIFESTO ANTIMAFIA”.

Si è potuto fare in modo agevole anche grazie alle “slide” preparate da Domenico del Presidio Libera Biella e dalla presentazione di Luisa.

Belle le esortazioni a non CEDERE ma sforzarsi di DIFFONDERE CON CONSAPEVOLEZZA L’ANTIMAFIA.

Manifestoantimafia

http://ita.calameo.com/read/003420203f0cc62514e8d

(all’indirizzo sopra, una visione delle slide)

IL PUNTO SUI SINDACI “BRACCIALETTI BIANCHI”

In occasione delle elezioni amministrative dello scorso maggio 2014, il presidio di Libera Valsangone “Don Pino Puglisi” presentò ai quattro candidati sindaci in corsa per l’elezione al Comune di Giaveno, la piattaforma: “L7 LIBERA PER GIAVENO: proposte per il governo del Comune”. Tutti e quattro i candidati di allora sottoscrissero l’intera piattaforma  assumendosi pertanto l’impegno di concretizzare le azioni previste qualora fossero stati eletti al governo della città.

Uno degli impegni della piattaforma prevede l’adesione alla campagna “Riparte il Futuro”, sostenuta oggi da oltre 780000 cittadini e che nello specifico chiede l’adozione della delibera “Trasparenza a costo zero” (consultabile sul sito www.riparteilfuturo.it) entro i primi 100 giorni di governo seguita, entro i successivi 200 giorni, dall’attuazione di ciò che la delibera prevede: la pubblicazione sul sito del Comune dell’anagrafe degli eletti dettagliata e fruibile, la trasparenza economica attraverso la pubblicazione del bilancio comunale utilizzando infografiche intuitive in modo da facilitarne la comprensione ai cittadini e l’istituzione di una Tavola Pubblica per la Trasparenza.

Le elezioni sono state vinte da Carlo Giacone al quale è stato consegnato il braccialetto bianco, segno dell’impegno sottoscritto in campagna elettorale; il braccialetto bianco è stato consegnato anche al sindaco di Sangano, Agnese Ugues, avendo anche lei aderito alla campagna “Riparte il futuro”.

Il presidio “Don Pino Puglisi” nella serata di presentazione della piattaforma L7 si prese pubblicamente l’incarico di monitorare l’effettiva rispondenza delle azioni del futuro sindaco con gli impegni presi con la sottoscrizione della piattaforma. Dopo più di 8 mesi dall’elezione di Carlo Giacone vogliamo pertanto fare un primo bilancio di ciò che finora è stato realizzato, tenendo conto che l’adesione alla campagna “Riparte il futuro” avrebbe dovuto concretizzarsi entro i primi 300 giorni dall’insediamento.

Il 29 luglio 2014, entro quindi i primi 100 giorni, la giunta adottava la delibera “Trasparenza a costo zero” come previsto dalla campagna “Riparte il Futuro” e il 21 agosto il sindaco e il segretario comunale incontravano il presidio per approfondire alcuni aspetti legati alla realizzazione di ciò che la delibera prevedeva.

Nel mese di settembre 2014, inoltre, è stata inviata al segretario comunale un’informativa (riferimento) su come poter consultare on-line il bilancio di un comune in forma facilmente comprensibile ai cittadini.

Non riscontrando nel lavoro dell’intera amministrazione alcun segno di impegno nella realizzazione sia di quanto previsto dalla delibera sia sugli altri sei punti della piattaforma,  in data 16 dicembre 2014 abbiamo inviato al Sindaco una richiesta di incontro, che è stata protocollata, alla quale però a tutt’oggi non è seguita alcuna risposta.

Siamo consapevoli del fatto che alcuni obiettivi, come interventi per contrastare il gioco d’azzardo o la messa in sicurezza dell’edilizia scolastica richiedano tempo, ma ricordiamo che alcuni punti della piattaforma, come l’adesione ad Avviso Pubblico o la pubblicazione nel sito del comune delle informazioni richieste dalla delibera “Trasparenza a costo zero”,  possono essere realizzati invece in tempi decisamente più brevi.

Purtroppo, nonostante le nostre sollecitazioni non vediamo alcuna evoluzione.

Non diversa la situazione di Sangano, dove nonostante la buona volontà più volte espressa dal sindaco ed un incontro avvenuto in data 12 Novembre, ostacoli burocratici non hanno sino ad ora consentito nemmeno l’approvazione della delibera “Trasparenza a costo zero”.

I braccialetti bianchi consegnati ai sindaci Giacone ed Ugues, sono il simbolo dell’impegno preso ed espressione del  legame di fiducia che deve esserci tra il primo cittadino e la popolazione, che  non solo è un aspetto fondamentale della campagna “Riparte il futuro”,  ma è elemento indispensabile per la propria credibilità politica e personale.

Vale la pena ricordare brevemente che “Riparte il futuro” non prevede nulla più di quanto previsto dalla normativa vigente, rendendone però alcuni aspetti in forma più vicina e comprensibile ai cittadini.

Il presidio “Don Pino Puglisi”  mantenendo fede all’impegno preso di monitoraggio degli impegni sottoscritti e di restituzione alla cittadinanza di quanto osservato,  in questa prima fase di bilancio non può fare a meno di  sottolineare la persistente inadempienza di quanto in campagna elettorale ci si era impegnati a realizzare.

Tra poco più di un mese, il 21 marzo,  Libera celebrerà a Bologna la XX giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Siamo certi che, essendo la celebrazione uno dei sette impegni sottoscritti, l’amministrazione comunale di Giaveno non solo vorrà favorire l’avvicinamento e la realizzazione di questa giornata nel Comune, ma  possa presentarsi a questa  data con alcuni obbiettivi raggiunti e con precise indicazioni sul raggiungimento degli altri, per dimostrare che i principi di responsabilità, rispetto e trasparenza non sono solo parole scritte ma fatti concreti.

Vogliamo infine concludere con una nota positiva.

Nell’ambito del Piano Locale Giovani 2014, a cui partecipano tutti i comuni della Val Sangone, sono stati realizzati dei percorsi formativi con la rete dei formatori di LiberaPiemonte inerenti i temi della legalità, rivolti ai ragazzi, che hanno ottenuto una partecipazione entusiasta ed interessata da parte dei destinatari.

Consideriamo l’iniziativa come uno dei tanti piccoli passi che ci porteranno a commemorare il 21 marzo con maggiore consapevolezza e determinazione, quella determinazione che ci spinge a continuare ad essere da stimolo, anche scomodo, a chi si è preso l’impegno di governare il nostro territorio.

Considerato ciò si è ritenuto fare un COMUNICATO STAMPA per mostrare alla cittadinanza che NON CI SIAMO DIMENTICATI DEGLI IMPEGNI PRESI.

 

Potete leggere un articolo a riguardo del quotidiano locale online “ValsusaOggi” cliccando qui.

NUOVA SVOLTA AL PROCESSO MINOTAURO

Al processo Minotauro parla l’ex affiliato della ’ndrangheta ora collaboratore di giustizia

Il racconto di Nicodemo Ciccia da una località segreta

Mangiavano pane e bevevano champagne, giuravano su Osso Mastrosso e Carcagnosso, i tre cavalieri spagnoli, incidevano una ferita sulle dita con un coltellino o una lametta, tenevano in mano santini che bruciavano, spacciavano droga, sognavano di prendersi tutto il Piemonte. Eccolo il primo pezzo del racconto del nuovo pentito di ‘ndrangheta Nicodemo Ciccia, 43 anni, ex affiliato al locale di Cuorgnè, che un anno e tre mesi fa ha deciso di collaborare con la giustizia e vuotare il sacco con il sostit
uto procuratore Roberto Sparagna, il magistrato titolare di quasi tutti i processi in corso contro la mala calabrese sotto la Mole.

L’inizio: la droga  

Stamattina, ore 9, Appello del processo Minotauro, babele di accuse contro i clan calabresi insediati in Piemonte, Ciccia si è collegato da una località protetta. Felpa blu, capelli corti, mani conserte su una scrivania grigio chiara. Ha parlato per tre ore concentrando il primo dei tre interventi previsti sulla sua carriera criminale nell’associazione mafiosa. Dagli mafie-al-nord-300x178esordi al pentimento, ha ripercorso una scalata fulminea ai vertici dell’onorata società con l’ingresso nella ‘ndrangheta nel 2005 e l’arrivo all’altissima dote di Vangelo (uno dei gradi apicali dell’organizzazione) in soli tre anni. La seduta è stata aggiornata a lunedì e mercoledì prossimi. E’ lì che si disvelerà il papiro di conoscenze di quest’uomo originario di Mammola (Reggio Calabria), arrivato in Piemonte a 17 anni e finito presto a lavorare nel settore più redditizio della criminalità organizzata al Nord e nel mondo: la droga. Parlerà di politica? Nei verbali depositati ha già dato un ampio assaggio. Dovrà ripeterlo in aula la prossima settimana.

Ma torniamo agli esordi, all’eroina. «All’inizio la compravamo dagli Agresta di Volpiano. Un chilo o mezzo chilo per volta. Io lavoravo insieme ad altri, un tale Loccisano mi aveva iniziato al mercato degli stupefacenti. Poi mi arrestarono. Fui condannato a 8 anni, ma ne scontai solo due, Ero incensurato, me la cavai con poco. Quando uscii, provai a lavorare onestamente in una fabbrica di mio zio».

L’ingresso nella ‘ndrangheta  

Il tentativo di redenzione durò qualche mese: «Tornai a frequentare sempre gli stessi giri, le vecchie persone. Fui di nuovo arrestato e rinchiuso nel carcere di Saluzzo». Lì fu iniziato alla ‘ndrangheta che era dunque una sorta di approdo naturale. Prima di farlo giurare «sui tre cavalieri spagnoli e su Garibaldi, Mazzini e La Marmora», succede qualcosa che in carcere non dovrebbe succedere. Dal penitenziario di Saluzzo fu inviata una lettera in cui si parlava di «doti» e «fiori» da regalare a Ciccia che viaggiò indisturbata fino al carcere di Ivrea in cui era detenuto Bruno Iaria, l’uomo più influente, allora, dei calabresi del basso Canavese. In quella missiva, I padrini di Ciccia (tecnicamente la sua «copiata») fecero a Iaria il nome di un altro grande boss della costa Jonica, gli chiesero una sorta di lascia passare al reclutamento della nuova leva, Ciccia, appunto. “Lui rispose che non c’erano problemi». Si riunirono in una cella del carcere: «Eravamo in quattro, mancava una persona, misero un fazzoletto bianco sulla sedia vuota e mi incisero il dito con una lametta». Saranno stati i nomi grossi tirati in ballo o forse il fatto che Ciccia era già allora «uomo d’azione» molto utile alla consorteria, certo è che Ciccia, detto Nicareddu, entrò in pompa magna nella squadra e quindi nel locale di Cuorgnè «che è un distaccamento di Mammola». In un colpo solo prese le doti di picciotto e sgarrista, fatto molto raro nella storia della mafia ma non unico (era già successo all’altro pentito di Minotauro Rocco Varacalli), forse giustificato dal tenore dei personaggi che lo avevano «raccomandato».

La scalata nella gerarchia mafiosa

Due anni dopo arrivò la Santa che è il livello che fa da spartiacque tra la società Minore e quella Maggiore, una sorta di passepartout per il gotha dell’organizzazione. Per il mondo dei grandi. Il rito fu celebrato nella tavernetta della casa di Bruno Iaria che – per inciso – di Ciccia aveva una grande stima: “Pronunciammo le formule e festeggiammo”. La presidente della Corte incalza: “E cosa avete mangiato e bevuto?”. Lui, lapidario: “Pane e champagne”. Non ricorda a memoria la formula che gli fecero recitare, gli avvocati degli imputati rumoreggiano come a sottolineare un handicap di credibilità. Nelle gabbie i detenuti sorridono, la presidente della Corte li zittisce: “Non colgo quale sia l’ilarità del momento”. In aula ripiomba il silenzio e la voce del pentito che rimbomba nei sotterranei di Palazzo di Giustizia. Si ricomincia. Nel 2008 Ciccia scala ancora nella gerarchia mafiosa e acquisisce la dote di Vangelo. Accade al bar Italia di via Veglia, ex quartiere generale della ‘ndrangheta torinese e oggi simbolo della legalità gestito dalla cooperativa Nanà in capo a Libera. 

«C’era Giuseppe Catalano (il capo dei capi del Piemonte, morto suicida ormai tre anni fa), suo figlio Cosimo (anche lui morto suicida un anno dopo il padre), Francesco D’Onofrio, Fortunato Currà, Giuseppe Gioffrè (capo locale di Settimo Torinese ucciso in un agguato in Calabria a Bovalino il 28 dicembre 2008)) e tanti altri. In quell’occasione diedero la dote anche a Luigi Cincinnato». Il pm Sparagna si alza e chiede precisazioni: «Chi ha pagato il pranzo?». Replica: «Io e Cincinnato, circa 300 euro a testa». Ma lei aveva invitato qualcuno? «No gli inviti li hanno fatti Catalano e Bruno Iaria». Contro replica del pm: «In sostanza lei ha pagato il pranzo per festeggiare ma non ha deciso nemmeno se invitare una delle tante persone presenti». No. Lunedì, dalle 14 in poi, si ricomincia.

GIUSEPPE LEGATO

VALSANGONE, consegna dei braccialetti bianchi ai sindaci neoeletti.

I Presidi territoriali LiberaValsangone e LiberaBassaValsusa consegneranno al neoeletti sindaci di Sangano, Giaveno, Almese e Condove il braccialetto bianco simbolo di Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione.

Venerdi 25 luglio c/o la sala consiliare del Comune di Avigliana alle ore 18 verranno consegnati i braccialetti bianchi ai neosindaci di Almese, Bertolo, e di Condove, Sarti.

Martedì 29 luglio alle ore 18 c/o la sala consiliare del Comune di Coazze sarà invece la volta dei neosindaci di Sangano, Ugues, e Giaveno, Giacone

FUTURI BRACCIALETTI BIANCHI: TRASPARENZA E IMPEGNO CONTRO LA CORRUZIONE 

Il 15 maggio, durante una serata pubblica, il presidio di Libera Val Sangone “Don Pino Puglisi” ha presentato ai quattro candidati sindaci in corsa per l’elezione al Comune di Giaveno, la piattaforma: “L7 LIBERA PER GIAVENO: proposte per il governo del Comune”.

Tutti e quattro i candidati hanno sottoscritto l’intera piattaforma,  assumendosi pertanto l’impegno di concretizzare le azioni previste nei tempi indicati.

Il punto 4 della piattaforma prevede l’adesione alla campagna realizzata da Libera e Gruppo Abele “Riparte il Futuro”: l’impegno a rendere trasparente la propria candidatura durante la campagna elettorale e di attuare la delibera “Trasparenza a costo zero” nei primi 300 giorni di mandato.

Al pari del neo-eletto sindaco di Sangano, Agnese Ugues,  entrambi i candidati al ballottaggio giavenese, Tizzani e Giacone , hanno aderito alla campagna e reso trasparente la propria candidatura: Tizzani, come richiesto, già per la tornata del 25, Giacone in ritardo ma in tempo per il ballottaggio di Domenica prossima.

Al sindaco eletto verrà consegnato il braccialetto bianco, simbolo del suo concreto impegno nella lotta alla corruzione.

Dalla politica Libera si attende coerenza, lungimiranza ma, prima ancora, onestà.
Pertanto, come ha fatto sin da subito, il presidio Don Pino Puglisi  monitorerà con attenzione la rispondenza delle azioni della futura amministrazione agli impegni sottoscritti nella piattaforma L7, perché crede fermamente nella lotta alla corruzione e ritiene che condividere con i cittadini le informazioni su chi li rappresenta e su come vengono spesi i soldi pubblici sia fondamentale: tanti occhi aperti rendono più difficile il malaffare.