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REFERENDUM: conoscere per decidere

Il presidio LiberaValsangone è lieta di invitarvi ad una serata con la docente di Diritto Costituzionale presso l’università di Torino Anna Poggi per comprendere meglio la riforma Costituzionale che sarà tema del referendum del 4 dicembre.

La serata si terrà presso la Sala Consiliare del comune di Giaveno (via F. Marchini, 2) alle ore 21:00.

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21 MARZO 2016

Quest’anno la manifestazione del 21 Marzo, giornata in memoria di tutte le vittime innocenti delle mafie, si è svolta diffusamente in tutte le piazze d’Italia e noi eravamo presenti a Torino.

La città è stata invasa da giovani di tutto il Piemonte che orgogliosamente marciavano per far si che il ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie arrivasse lontano.

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GIAVENO, l’amministrazione delibera la trasparenza a costo zero.

Sono passati alcuni mesi dalle elezioni comunali di giugno che ha visto CARLO GIACONE eletto  SINDACO DI GIAVENO. Secondo gli impegni presi con LIBERA Valsangone e con RIPARTE IL FUTURO, da pochi giorni è stata DELIBERATA LA TRASPARENZA COSTO ZERO. Potete vederla cliccando qui. La delibera dovrà poi essere resa operativa nei successivi 200 giorni.

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Finalmente la società civile potrà esercitare tutti i nuovi diritti legati alla trasparenza; dal diritto di sapere chi governa la città, a quello di monitoraggio della vita economica del Comune, passando per il diritto di partecipare alle politiche anticorruzione e donando infine ai politici la responsabilità delle proprie azioni tramite un codice etico stringente. Non solo: laddove ci fossero beni tolti alle mafie la loro gestione sarà completamente trasparente, dalla confisca all’assegnazione.
Avendo aderito a Riparte il futuro anche Ugues, Bertolo e Sarti sono “braccialetti bianchi” quattro dei 75 sindaci italiani che si sono impegnati concretamente contro la corruzione.

A loro il nostro buon lavoro e la nostra promessa: continueremo a vigilare affinché tutti gli impegni contro la corruzione presi con i cittadini dei rispettivi comuni vengano rispettati.

IL PUNTO SUI SINDACI “BRACCIALETTI BIANCHI”

In occasione delle elezioni amministrative dello scorso maggio 2014, il presidio di Libera Valsangone “Don Pino Puglisi” presentò ai quattro candidati sindaci in corsa per l’elezione al Comune di Giaveno, la piattaforma: “L7 LIBERA PER GIAVENO: proposte per il governo del Comune”. Tutti e quattro i candidati di allora sottoscrissero l’intera piattaforma  assumendosi pertanto l’impegno di concretizzare le azioni previste qualora fossero stati eletti al governo della città.

Uno degli impegni della piattaforma prevede l’adesione alla campagna “Riparte il Futuro”, sostenuta oggi da oltre 780000 cittadini e che nello specifico chiede l’adozione della delibera “Trasparenza a costo zero” (consultabile sul sito www.riparteilfuturo.it) entro i primi 100 giorni di governo seguita, entro i successivi 200 giorni, dall’attuazione di ciò che la delibera prevede: la pubblicazione sul sito del Comune dell’anagrafe degli eletti dettagliata e fruibile, la trasparenza economica attraverso la pubblicazione del bilancio comunale utilizzando infografiche intuitive in modo da facilitarne la comprensione ai cittadini e l’istituzione di una Tavola Pubblica per la Trasparenza.

Le elezioni sono state vinte da Carlo Giacone al quale è stato consegnato il braccialetto bianco, segno dell’impegno sottoscritto in campagna elettorale; il braccialetto bianco è stato consegnato anche al sindaco di Sangano, Agnese Ugues, avendo anche lei aderito alla campagna “Riparte il futuro”.

Il presidio “Don Pino Puglisi” nella serata di presentazione della piattaforma L7 si prese pubblicamente l’incarico di monitorare l’effettiva rispondenza delle azioni del futuro sindaco con gli impegni presi con la sottoscrizione della piattaforma. Dopo più di 8 mesi dall’elezione di Carlo Giacone vogliamo pertanto fare un primo bilancio di ciò che finora è stato realizzato, tenendo conto che l’adesione alla campagna “Riparte il futuro” avrebbe dovuto concretizzarsi entro i primi 300 giorni dall’insediamento.

Il 29 luglio 2014, entro quindi i primi 100 giorni, la giunta adottava la delibera “Trasparenza a costo zero” come previsto dalla campagna “Riparte il Futuro” e il 21 agosto il sindaco e il segretario comunale incontravano il presidio per approfondire alcuni aspetti legati alla realizzazione di ciò che la delibera prevedeva.

Nel mese di settembre 2014, inoltre, è stata inviata al segretario comunale un’informativa (riferimento) su come poter consultare on-line il bilancio di un comune in forma facilmente comprensibile ai cittadini.

Non riscontrando nel lavoro dell’intera amministrazione alcun segno di impegno nella realizzazione sia di quanto previsto dalla delibera sia sugli altri sei punti della piattaforma,  in data 16 dicembre 2014 abbiamo inviato al Sindaco una richiesta di incontro, che è stata protocollata, alla quale però a tutt’oggi non è seguita alcuna risposta.

Siamo consapevoli del fatto che alcuni obiettivi, come interventi per contrastare il gioco d’azzardo o la messa in sicurezza dell’edilizia scolastica richiedano tempo, ma ricordiamo che alcuni punti della piattaforma, come l’adesione ad Avviso Pubblico o la pubblicazione nel sito del comune delle informazioni richieste dalla delibera “Trasparenza a costo zero”,  possono essere realizzati invece in tempi decisamente più brevi.

Purtroppo, nonostante le nostre sollecitazioni non vediamo alcuna evoluzione.

Non diversa la situazione di Sangano, dove nonostante la buona volontà più volte espressa dal sindaco ed un incontro avvenuto in data 12 Novembre, ostacoli burocratici non hanno sino ad ora consentito nemmeno l’approvazione della delibera “Trasparenza a costo zero”.

I braccialetti bianchi consegnati ai sindaci Giacone ed Ugues, sono il simbolo dell’impegno preso ed espressione del  legame di fiducia che deve esserci tra il primo cittadino e la popolazione, che  non solo è un aspetto fondamentale della campagna “Riparte il futuro”,  ma è elemento indispensabile per la propria credibilità politica e personale.

Vale la pena ricordare brevemente che “Riparte il futuro” non prevede nulla più di quanto previsto dalla normativa vigente, rendendone però alcuni aspetti in forma più vicina e comprensibile ai cittadini.

Il presidio “Don Pino Puglisi”  mantenendo fede all’impegno preso di monitoraggio degli impegni sottoscritti e di restituzione alla cittadinanza di quanto osservato,  in questa prima fase di bilancio non può fare a meno di  sottolineare la persistente inadempienza di quanto in campagna elettorale ci si era impegnati a realizzare.

Tra poco più di un mese, il 21 marzo,  Libera celebrerà a Bologna la XX giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Siamo certi che, essendo la celebrazione uno dei sette impegni sottoscritti, l’amministrazione comunale di Giaveno non solo vorrà favorire l’avvicinamento e la realizzazione di questa giornata nel Comune, ma  possa presentarsi a questa  data con alcuni obbiettivi raggiunti e con precise indicazioni sul raggiungimento degli altri, per dimostrare che i principi di responsabilità, rispetto e trasparenza non sono solo parole scritte ma fatti concreti.

Vogliamo infine concludere con una nota positiva.

Nell’ambito del Piano Locale Giovani 2014, a cui partecipano tutti i comuni della Val Sangone, sono stati realizzati dei percorsi formativi con la rete dei formatori di LiberaPiemonte inerenti i temi della legalità, rivolti ai ragazzi, che hanno ottenuto una partecipazione entusiasta ed interessata da parte dei destinatari.

Consideriamo l’iniziativa come uno dei tanti piccoli passi che ci porteranno a commemorare il 21 marzo con maggiore consapevolezza e determinazione, quella determinazione che ci spinge a continuare ad essere da stimolo, anche scomodo, a chi si è preso l’impegno di governare il nostro territorio.

Considerato ciò si è ritenuto fare un COMUNICATO STAMPA per mostrare alla cittadinanza che NON CI SIAMO DIMENTICATI DEGLI IMPEGNI PRESI.

 

Potete leggere un articolo a riguardo del quotidiano locale online “ValsusaOggi” cliccando qui.

NUOVA SVOLTA AL PROCESSO MINOTAURO

Al processo Minotauro parla l’ex affiliato della ’ndrangheta ora collaboratore di giustizia

Il racconto di Nicodemo Ciccia da una località segreta

Mangiavano pane e bevevano champagne, giuravano su Osso Mastrosso e Carcagnosso, i tre cavalieri spagnoli, incidevano una ferita sulle dita con un coltellino o una lametta, tenevano in mano santini che bruciavano, spacciavano droga, sognavano di prendersi tutto il Piemonte. Eccolo il primo pezzo del racconto del nuovo pentito di ‘ndrangheta Nicodemo Ciccia, 43 anni, ex affiliato al locale di Cuorgnè, che un anno e tre mesi fa ha deciso di collaborare con la giustizia e vuotare il sacco con il sostit
uto procuratore Roberto Sparagna, il magistrato titolare di quasi tutti i processi in corso contro la mala calabrese sotto la Mole.

L’inizio: la droga  

Stamattina, ore 9, Appello del processo Minotauro, babele di accuse contro i clan calabresi insediati in Piemonte, Ciccia si è collegato da una località protetta. Felpa blu, capelli corti, mani conserte su una scrivania grigio chiara. Ha parlato per tre ore concentrando il primo dei tre interventi previsti sulla sua carriera criminale nell’associazione mafiosa. Dagli mafie-al-nord-300x178esordi al pentimento, ha ripercorso una scalata fulminea ai vertici dell’onorata società con l’ingresso nella ‘ndrangheta nel 2005 e l’arrivo all’altissima dote di Vangelo (uno dei gradi apicali dell’organizzazione) in soli tre anni. La seduta è stata aggiornata a lunedì e mercoledì prossimi. E’ lì che si disvelerà il papiro di conoscenze di quest’uomo originario di Mammola (Reggio Calabria), arrivato in Piemonte a 17 anni e finito presto a lavorare nel settore più redditizio della criminalità organizzata al Nord e nel mondo: la droga. Parlerà di politica? Nei verbali depositati ha già dato un ampio assaggio. Dovrà ripeterlo in aula la prossima settimana.

Ma torniamo agli esordi, all’eroina. «All’inizio la compravamo dagli Agresta di Volpiano. Un chilo o mezzo chilo per volta. Io lavoravo insieme ad altri, un tale Loccisano mi aveva iniziato al mercato degli stupefacenti. Poi mi arrestarono. Fui condannato a 8 anni, ma ne scontai solo due, Ero incensurato, me la cavai con poco. Quando uscii, provai a lavorare onestamente in una fabbrica di mio zio».

L’ingresso nella ‘ndrangheta  

Il tentativo di redenzione durò qualche mese: «Tornai a frequentare sempre gli stessi giri, le vecchie persone. Fui di nuovo arrestato e rinchiuso nel carcere di Saluzzo». Lì fu iniziato alla ‘ndrangheta che era dunque una sorta di approdo naturale. Prima di farlo giurare «sui tre cavalieri spagnoli e su Garibaldi, Mazzini e La Marmora», succede qualcosa che in carcere non dovrebbe succedere. Dal penitenziario di Saluzzo fu inviata una lettera in cui si parlava di «doti» e «fiori» da regalare a Ciccia che viaggiò indisturbata fino al carcere di Ivrea in cui era detenuto Bruno Iaria, l’uomo più influente, allora, dei calabresi del basso Canavese. In quella missiva, I padrini di Ciccia (tecnicamente la sua «copiata») fecero a Iaria il nome di un altro grande boss della costa Jonica, gli chiesero una sorta di lascia passare al reclutamento della nuova leva, Ciccia, appunto. “Lui rispose che non c’erano problemi». Si riunirono in una cella del carcere: «Eravamo in quattro, mancava una persona, misero un fazzoletto bianco sulla sedia vuota e mi incisero il dito con una lametta». Saranno stati i nomi grossi tirati in ballo o forse il fatto che Ciccia era già allora «uomo d’azione» molto utile alla consorteria, certo è che Ciccia, detto Nicareddu, entrò in pompa magna nella squadra e quindi nel locale di Cuorgnè «che è un distaccamento di Mammola». In un colpo solo prese le doti di picciotto e sgarrista, fatto molto raro nella storia della mafia ma non unico (era già successo all’altro pentito di Minotauro Rocco Varacalli), forse giustificato dal tenore dei personaggi che lo avevano «raccomandato».

La scalata nella gerarchia mafiosa

Due anni dopo arrivò la Santa che è il livello che fa da spartiacque tra la società Minore e quella Maggiore, una sorta di passepartout per il gotha dell’organizzazione. Per il mondo dei grandi. Il rito fu celebrato nella tavernetta della casa di Bruno Iaria che – per inciso – di Ciccia aveva una grande stima: “Pronunciammo le formule e festeggiammo”. La presidente della Corte incalza: “E cosa avete mangiato e bevuto?”. Lui, lapidario: “Pane e champagne”. Non ricorda a memoria la formula che gli fecero recitare, gli avvocati degli imputati rumoreggiano come a sottolineare un handicap di credibilità. Nelle gabbie i detenuti sorridono, la presidente della Corte li zittisce: “Non colgo quale sia l’ilarità del momento”. In aula ripiomba il silenzio e la voce del pentito che rimbomba nei sotterranei di Palazzo di Giustizia. Si ricomincia. Nel 2008 Ciccia scala ancora nella gerarchia mafiosa e acquisisce la dote di Vangelo. Accade al bar Italia di via Veglia, ex quartiere generale della ‘ndrangheta torinese e oggi simbolo della legalità gestito dalla cooperativa Nanà in capo a Libera. 

«C’era Giuseppe Catalano (il capo dei capi del Piemonte, morto suicida ormai tre anni fa), suo figlio Cosimo (anche lui morto suicida un anno dopo il padre), Francesco D’Onofrio, Fortunato Currà, Giuseppe Gioffrè (capo locale di Settimo Torinese ucciso in un agguato in Calabria a Bovalino il 28 dicembre 2008)) e tanti altri. In quell’occasione diedero la dote anche a Luigi Cincinnato». Il pm Sparagna si alza e chiede precisazioni: «Chi ha pagato il pranzo?». Replica: «Io e Cincinnato, circa 300 euro a testa». Ma lei aveva invitato qualcuno? «No gli inviti li hanno fatti Catalano e Bruno Iaria». Contro replica del pm: «In sostanza lei ha pagato il pranzo per festeggiare ma non ha deciso nemmeno se invitare una delle tante persone presenti». No. Lunedì, dalle 14 in poi, si ricomincia.

GIUSEPPE LEGATO

VALSANGONE, consegna dei braccialetti bianchi ai sindaci neoeletti.

I Presidi territoriali LiberaValsangone e LiberaBassaValsusa consegneranno al neoeletti sindaci di Sangano, Giaveno, Almese e Condove il braccialetto bianco simbolo di Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione.

Venerdi 25 luglio c/o la sala consiliare del Comune di Avigliana alle ore 18 verranno consegnati i braccialetti bianchi ai neosindaci di Almese, Bertolo, e di Condove, Sarti.

Martedì 29 luglio alle ore 18 c/o la sala consiliare del Comune di Coazze sarà invece la volta dei neosindaci di Sangano, Ugues, e Giaveno, Giacone

FUTURI BRACCIALETTI BIANCHI: TRASPARENZA E IMPEGNO CONTRO LA CORRUZIONE 

Il 15 maggio, durante una serata pubblica, il presidio di Libera Val Sangone “Don Pino Puglisi” ha presentato ai quattro candidati sindaci in corsa per l’elezione al Comune di Giaveno, la piattaforma: “L7 LIBERA PER GIAVENO: proposte per il governo del Comune”.

Tutti e quattro i candidati hanno sottoscritto l’intera piattaforma,  assumendosi pertanto l’impegno di concretizzare le azioni previste nei tempi indicati.

Il punto 4 della piattaforma prevede l’adesione alla campagna realizzata da Libera e Gruppo Abele “Riparte il Futuro”: l’impegno a rendere trasparente la propria candidatura durante la campagna elettorale e di attuare la delibera “Trasparenza a costo zero” nei primi 300 giorni di mandato.

Al pari del neo-eletto sindaco di Sangano, Agnese Ugues,  entrambi i candidati al ballottaggio giavenese, Tizzani e Giacone , hanno aderito alla campagna e reso trasparente la propria candidatura: Tizzani, come richiesto, già per la tornata del 25, Giacone in ritardo ma in tempo per il ballottaggio di Domenica prossima.

Al sindaco eletto verrà consegnato il braccialetto bianco, simbolo del suo concreto impegno nella lotta alla corruzione.

Dalla politica Libera si attende coerenza, lungimiranza ma, prima ancora, onestà.
Pertanto, come ha fatto sin da subito, il presidio Don Pino Puglisi  monitorerà con attenzione la rispondenza delle azioni della futura amministrazione agli impegni sottoscritti nella piattaforma L7, perché crede fermamente nella lotta alla corruzione e ritiene che condividere con i cittadini le informazioni su chi li rappresenta e su come vengono spesi i soldi pubblici sia fondamentale: tanti occhi aperti rendono più difficile il malaffare.

LA PIATTAFORMA “L7” PER GIAVENO

 

La piattaforma L7 per Giaveno

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La legalità produce credibilità e fiducia nelle istituzioni ed il Comune, primo baluardo della democrazia e della politica, è l’istituzione che rappresenta più da vicino il cittadino.

1-   Chiediamo alle forze politiche di non candidare persone rinviate a giudizio o condannate,anche solo in primo grado, per mafia o per reati contro la pubblica amministrazione. Chiediamo, inoltre, che lo stesso criterio sia esteso a tutte le nomine di competenza del Sindaco.

Le mafie non sono solo un problema di ordine pubblico, né costituiscono un pericolo solo per le regioni meridionali. Esse rappresentano la più forte insidia alla convivenza civile, alla saldezza e alla credibilità delle istituzioni democratiche, al corretto funzionamento dell’economia impedendo lo sviluppo della democrazia e il pieno esercizio dei diritti dei cittadini.

2-   Chiediamo alla futura Amministrazione Comunale di aderire ad “Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie”. Quindi ad impegnarsi concretamente a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella Pubblica Amministrazione e sui territori da essa governati, adottando procedure che permettano di agire in perfetta trasparenza.

3Chiediamo che la lettura amministrazione elabori e attui un piano sulla formazione permanente di amministratori, dirigenti e funzionari del comune di Giaveno sui temi della prevenzione e del contrasto alle varie forme di criminalità e di illegalità.

La corruzione, uno dei problemi più urgenti che tutti siamo chiamati a risolvere, inquina la vita politica e sociale, genera i disservizi, penalizza il diritto e la meritocrazia, mina la fiducia nelle istituzioni. A causa della corruzione il Paese perde importanti opportunità di sviluppo e lavoro, specialmente per i più giovani. Anticorruzione e trasparenza non possono e non devono avere colori politici.

4Chiediamo ai candidati Sindaci di aderire alla campagna realizzata da Libera e Gruppo Abele “Riparte il futuro” (di cui si allega il documento), che prevede:

  • di rendere trasparente la propria candidatura in campagna elettorale
  • la promessa di adottare la delibera “Trasparenza a costo zero” entro i primi 100 giorni di mandato.
  • l’impegno  ad attuare le prescrizioni della delibera entro i successivi 200 giorni.

Dal 1996 ogni 21 marzo si celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace.

5 Chiediamo che il Comune, in ottemperanza alla legge regionale n. 14 del 2007, si impegni nel celebrare ogni anno il 21 di marzo, la giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, e nell’attivare tutti gli interventi previsti dalla legge.

L’Amministrazione Comunale deve considerare la sicurezza di studenti e personale una priorità assoluta.

6Chiediamo venga predisposto un piano di verifica che tutti gli edifici scolastici di proprietà dell’Amministrazione (compresi gli asili nido) siano in possesso dei certificati di collaudo statico, di agibilità sanitaria, di prevenzione incendi e delle dichiarazioni di conformità degli impianti tecnici e che, in base alle risultanze, venga realizzato,finanziato e reso pubblico un cronoprogramma di interventi per mettere in sicurezza gli stabili che ne fossero parzialmente o totalmente privi.

Il gioco d’azzardo è un fenomeno sempre più dilagante che per un numero  crescente di persone diventa patologia e ne erode la vita, con conseguenze drammatiche sia economiche che sociali.

7 – Chiediamo alla futura amministrazione un’attenzione al gioco d’azzardo, da attuarsi con di iniziative concrete a tutela in particolare dei giovani e delle categorie più vulnerabili.

Chiediamo che il Comune:

  • adotti un regolamento per le sale giochi e per l’installazione di apparecchi elettronici da intrattenimento o da gioco.
  • sottoscriva l’adesione al “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”.
  • promuova laboratori ed iniziative nelle scuole.
  • applichi una riduzione della parte fissa della TARES di almeno il 50% per quegli esercenti che dichiareranno di non installare o che dismetteranno videopoker e slot machine
  • applicare la normativa come prevista dalla legge regionale 5 febbraio 2014,n.1
  • elaborare un marchio di riconoscimento da assegnare agli esercenti che rinunciano al gioco d’azzardo.
  • realizzi percorsi di formazione/sensibilizzazione rivolti ai commercianti,

Questo manifesto rappresenta un programma di lavoro che durerà fino alla scadenza del mandato comunale. Chiediamo pertanto che l’amministrazione si impegni a verificare semestralmente l’attuazione dei punti previsti dalla piattaforma.

 

I “CANDIDATI TRASPARENTI” DELLA VALLE

Di seguito vi elenchiamo i candidati sindaco della BASSA VAL SUSA e della VALSANGONE che hanno aderito alla campagna di RIPARTE IL FUTURO in riferimento alla TRASPARENZA fin dal momento della campagna elettorale diventando “Candidati trasparenti” (cliccando sul nome del sindaco potrete vedere la loro candidatura trasparente).

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Comune di GIAVENO 

Comune di SANGANO

Comune di ALMESE

Comune di CASELETTE

Comune di CONDOVE