Archivio mensile:maggio 2014

SENTENZA ROSTAGNO

Ingroia: “Tappa di un percorso verso la verità”

a cura di Norma Ferrara il 22 maggio 2014.

Si dice soddisfatto di questa sentenza per il delitto di Mauro Rostagno l’ex pm Antonio Ingroia che dalla fine dell’estate del 1996, quando gli atti passarono alla Dda di Palermo, ha coordinato le indagini per il delitto del sociologo-giornalista ucciso a Trapani il 26 settembre del 1988.  Presente all’apertura del processo, cui si è arrivati grazie ad una perizia balistica su un frammento dell’arma che sparò a Rostagno, l’ex magistrato è tornato in aula nella veste di commissario della Provincia di Trapani, parte civile nel processo. Il 15 maggio scorso la Corte ha condannato i boss Vito Mazzara e Vincenzo Virga all’ergastolo e nell’intervista rilasciata a Libera Informazione Ingroia ripercorre alcune tappe di questa inchiesta, sottolineando i numerosi depistaggi “intenzionali” cui è stata esposta e che sono state riscontrati anche nel processo. “Mafia e non solo mafia” – aveva sempre detto negli ultimi anni Ingroia “E ne sono ancora convinto – continua oggi – questa sentenza è una tappa di un percorso verso la verità”.

VIDEO: http://youtu.be/DeNxf_xddew

LAVOCELIBERA

LAVOCELIBERA 128

6 Giugno 2014

lavoce128

In questo numero:

– Arresti Mose, non c’è piu’ tempo

– Contro la corruzione serve una terapia d’urto per passare dagli annunci ai fatti

–  Presentazione del Rapporto Ecomafia 2014

– “L’abuso on line: come proteggere i diritti dei minori in rete” per Agenda Impegno

– Regoliamoci: ecco i vincitori!

– Comiso (RG): Intitolazione dell’ aereoporto a Pio La Torre

– Percorsi di verità

– Con Coop Adriatica dona il tuo Ristorno e sostieni la cooperativa “Rita Atria” sui terreni confiscati

– Pietralunga (PG): Prima semina sul terreno confiscato alla ‘ndrangheta

– E!State Liberi 2014 | I campi sui beni confiscati alle mafie

– 1.200 km in bici per i “Fantasmi di Portopalo”

– Rete per l’Integrità di Illuminiamolasalute

– Conferenza stampa di presentazione di Libero Cinema in Libera Terra

– A Pisa l’edicola “I saperi della Legalità”

– Al fianco dei familiari messicani

– Come puoi devolvere il 5X1000

– Bomboniere solidali

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LAVOCELIBERA 127

23 Maggio 2014

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LAVOCELIBERA 124

7 Marzo 2014

VOCE124

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LAVOCELIBERA 110

3Maggio 2013

voce110

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LAVOCELIBERA 107

22 Marzo 2013

voce 107

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LAVOCELIBERA106

1 Marzo 2013

VOCE106

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LAVOCELIBERA 105

15 Febbraio 2013

VOCE105

LA PIATTAFORMA “L7” PER GIAVENO

 

La piattaforma L7 per Giaveno

 LOGO-L7

La legalità produce credibilità e fiducia nelle istituzioni ed il Comune, primo baluardo della democrazia e della politica, è l’istituzione che rappresenta più da vicino il cittadino.

1-   Chiediamo alle forze politiche di non candidare persone rinviate a giudizio o condannate,anche solo in primo grado, per mafia o per reati contro la pubblica amministrazione. Chiediamo, inoltre, che lo stesso criterio sia esteso a tutte le nomine di competenza del Sindaco.

Le mafie non sono solo un problema di ordine pubblico, né costituiscono un pericolo solo per le regioni meridionali. Esse rappresentano la più forte insidia alla convivenza civile, alla saldezza e alla credibilità delle istituzioni democratiche, al corretto funzionamento dell’economia impedendo lo sviluppo della democrazia e il pieno esercizio dei diritti dei cittadini.

2-   Chiediamo alla futura Amministrazione Comunale di aderire ad “Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie”. Quindi ad impegnarsi concretamente a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella Pubblica Amministrazione e sui territori da essa governati, adottando procedure che permettano di agire in perfetta trasparenza.

3Chiediamo che la lettura amministrazione elabori e attui un piano sulla formazione permanente di amministratori, dirigenti e funzionari del comune di Giaveno sui temi della prevenzione e del contrasto alle varie forme di criminalità e di illegalità.

La corruzione, uno dei problemi più urgenti che tutti siamo chiamati a risolvere, inquina la vita politica e sociale, genera i disservizi, penalizza il diritto e la meritocrazia, mina la fiducia nelle istituzioni. A causa della corruzione il Paese perde importanti opportunità di sviluppo e lavoro, specialmente per i più giovani. Anticorruzione e trasparenza non possono e non devono avere colori politici.

4Chiediamo ai candidati Sindaci di aderire alla campagna realizzata da Libera e Gruppo Abele “Riparte il futuro” (di cui si allega il documento), che prevede:

  • di rendere trasparente la propria candidatura in campagna elettorale
  • la promessa di adottare la delibera “Trasparenza a costo zero” entro i primi 100 giorni di mandato.
  • l’impegno  ad attuare le prescrizioni della delibera entro i successivi 200 giorni.

Dal 1996 ogni 21 marzo si celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace.

5 Chiediamo che il Comune, in ottemperanza alla legge regionale n. 14 del 2007, si impegni nel celebrare ogni anno il 21 di marzo, la giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, e nell’attivare tutti gli interventi previsti dalla legge.

L’Amministrazione Comunale deve considerare la sicurezza di studenti e personale una priorità assoluta.

6Chiediamo venga predisposto un piano di verifica che tutti gli edifici scolastici di proprietà dell’Amministrazione (compresi gli asili nido) siano in possesso dei certificati di collaudo statico, di agibilità sanitaria, di prevenzione incendi e delle dichiarazioni di conformità degli impianti tecnici e che, in base alle risultanze, venga realizzato,finanziato e reso pubblico un cronoprogramma di interventi per mettere in sicurezza gli stabili che ne fossero parzialmente o totalmente privi.

Il gioco d’azzardo è un fenomeno sempre più dilagante che per un numero  crescente di persone diventa patologia e ne erode la vita, con conseguenze drammatiche sia economiche che sociali.

7 – Chiediamo alla futura amministrazione un’attenzione al gioco d’azzardo, da attuarsi con di iniziative concrete a tutela in particolare dei giovani e delle categorie più vulnerabili.

Chiediamo che il Comune:

  • adotti un regolamento per le sale giochi e per l’installazione di apparecchi elettronici da intrattenimento o da gioco.
  • sottoscriva l’adesione al “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”.
  • promuova laboratori ed iniziative nelle scuole.
  • applichi una riduzione della parte fissa della TARES di almeno il 50% per quegli esercenti che dichiareranno di non installare o che dismetteranno videopoker e slot machine
  • applicare la normativa come prevista dalla legge regionale 5 febbraio 2014,n.1
  • elaborare un marchio di riconoscimento da assegnare agli esercenti che rinunciano al gioco d’azzardo.
  • realizzi percorsi di formazione/sensibilizzazione rivolti ai commercianti,

Questo manifesto rappresenta un programma di lavoro che durerà fino alla scadenza del mandato comunale. Chiediamo pertanto che l’amministrazione si impegni a verificare semestralmente l’attuazione dei punti previsti dalla piattaforma.

 

I “CANDIDATI TRASPARENTI” DELLA VALLE

Di seguito vi elenchiamo i candidati sindaco della BASSA VAL SUSA e della VALSANGONE che hanno aderito alla campagna di RIPARTE IL FUTURO in riferimento alla TRASPARENZA fin dal momento della campagna elettorale diventando “Candidati trasparenti” (cliccando sul nome del sindaco potrete vedere la loro candidatura trasparente).

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Comune di GIAVENO 

Comune di SANGANO

Comune di ALMESE

Comune di CASELETTE

Comune di CONDOVE

Stato-mafia, azzerato il pool di Palermo

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Indaga solo chi fa parte della Dda.

 

Una beffa per Nino Di Matteo. Una circolare del Csm ha praticamente azzerato il pool di Palermo, che non può più fare nuove indagini sulla trattativa fra i vertici della mafia e pezzi dello Stato.
La direttiva ordina che tutti i nuovi fascicoli d’inchiesta sulla mafia debbano essere affidati esclusivamente a chi fa parte della Dda, la direzione distrettuale.
ESCLUSI DALLE INDAGINI. Come si legge su Repubblica, Di Matteo è formalmente scaduto da quattro anni, ufficialmente è assegnato al gruppo che si occupa di abusi edilizi. Roberto Tartaglia, invece, non fa ancora parte della Dda. Fino ad oggi, i due magistrati che hanno istruito il processo in corso a Palermo sono stati solo «applicati» al pool.
Il terzo componente del gruppo, Francesco Del Bene, è l’unico ancora legittimato a fare nuove indagini, ma fino al primo giugno, poi è previsto che scada anche lui dall’incarico decennale in Dda.
INCHIESTA SULLA FALANGE ARMATA. La circolare del Csm, che non ammette deroghe, è stata spedita a tutte le procure d’Italia e stabilisce che nessun nuovo fascicolo antimafia possa più essere gestito da chi non fa parte della direzione distrettuale, «salvo casi eccezionali».
Alla procura siciliana, che aveva acquisito una competenza unica a riguardo, nessuno ha voglia di commentare. Ma il malumore cresce.
Il pool di Palermo, tra le altre cose, stava cercando di chiarire il ruolo della misteriosa Falange Armata, la sigla che rivendicava gli attentati del 1992-1993 ai centralini delle agenzie di stampa e che è ricomparsa in una lettera minacciosa spedita in carcere al boss Totò Riina.

SE QUESTA CIRCOLARE FOSSE STATA APPLICATA AI TEMPI DI FALCONE E BORSELLINO, QUESTI NON AVREBBERO POTUTO ISTITUIRE I MAXI PROCESSI.

Martedì, 06 Maggio 2014

 

Interpellanza alla camera http://youtu.be/hjAnzB-hB2Y